Barga

Barga è un comune italiano di 9 931 abitanti della provincia di Lucca in Toscana buy water in glass bottles.

Costituisce il centro più popoloso della Media Valle del Serchio e per la sua importanza storica, artistica, civica e demografica, Barga si fregia del titolo di Città dal 1933. È stata riconosciuta tra i „borghi più belli d’Italia“, bandiera arancione del Touring Club Italiano e Cittaslow, marchi di qualità turistica di prestigio.

Barga è situata a 410 metri sul livello del mare, sul Colle Remeggio nel cuore della Media Valle del Serchio, territorio collinare situato tra la piana della città di Lucca e le montagne della valle Garfagnana.

Reperti archeologici documentano che il territorio è stato abitato fin dalla preistoria; in età storica vi risiedevano i Liguri, assoggettati poi dai Romani nel II secolo a.C. durante la loro espansione verso nord. Di Barga sappiamo che nel secolo nono era feudo della famiglia longobarda dei Rolandinghi e successivamente, attraverso i marchesi di Toscana, fu soggetta all’Impero, conservando però ampia indipendenza.

Nel periodo comunale il territorio subì continui assedi da parte dei lucchesi e dei Pisani, finché nel 1341 Barga preferì sottomettersi a Firenze. Questo rappresenta il periodo di maggiore splendore: i Medici ebbero grande interesse per questa zona da cui traevano importanti materie prime e concessero privilegi ed esenzioni fiscali che consentirono lo sviluppo di fiorenti attività e commerci. La ricchezza conseguita permise, durante il XV, XVI e XVII secolo, la costruzioni di palazzi di stile rinascimentale, fra cui Palazzo Pancrazi, sede comunale, Palazzo Balduini e Palazzo Bertacchi, che ospiterà in tempi diversi i granduchi di Toscana. Nell’organizzazione amministrativa del Granducato di Toscana Barga fece parte del Distretto fiorentino per passare poi, dopo la restaurazione, alla provincia pisana. Nel 1849, a seguito dell’annessione del Ducato di Lucca alla Toscana, fu creato il Compartimento di Lucca. Tale struttura territoriale fu formata dai territori dell’ex Ducato di Lucca meno quelli ceduti a Modena (Montignoso, Gallicano, le tre terre in comune di Fosciandora, Castiglione di Garfagnana e Minucciano), da Barga, dal capitanato di Pietrasanta e dalla Valdinievole.

Con l’annessione al Regno d’Italia il Compartimento Lucchese fu trasformato in provincia di Lucca e Barga ne restò il comune più settentrionale al confine con la provincia di Massa e Carrara (che, al tempo, comprendeva l’intera Garfagnana). Con l’annessione al neocostituito Regno iniziò un lento declino economico che portò una considerevole parte della popolazione ad emigrare verso il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America. Non si trattò un’emigrazione definitiva per molti di loro, poiché, alla fine del secolo scorso, cominciarono a ritornare a Barga, investendo i loro risparmi in terreni e nella costruzione di ville nell’allora immediata periferia cittadina.

Durante la seconda guerra mondiale, Barga si trovò sulla Linea Gotica, e visse direttamente l’esperienza del fronte.

Negli ultimi anni il territorio si è industrializzato a valle favorendo un’economia mista, mentre sono diminuiti gli insediamenti più alti che non offrivano concrete possibilità di sviluppo. Di recente si sono sviluppate le attività turistiche favorite dalla particolare posizione di Barga, che si trova al centro di una zona di interesse naturalistico e geologico.

La chiesa di San Cristoforo, l’edificio religioso più importante di Barga, è stata costruita in tempi diversi. La primitiva costruzione risale a prima dell’anno 1000. Negli ampliamenti successivi si evidenziano elementi architettonici e decorativi di suggestiva bellezza che vanno dal romanico al gotico. Con la realizzazione delle due cappelle laterali e del coro si completa la costruzione della chiesa. Al suo interno si distinguono un pulpito marmoreo di scuola comacina del XIII secolo, la statua lignea di origine medioevale, raffigurante San Cristoforo, pregevoli terrecotte robbiane, ed un crocifisso ligneo del XV secolo di scuola bolognese. Questo contesto è sovrastato dalla torre campanaria con le antiche campane, fra le quali la piccola è datata 1580; i rintocchi di queste campane ispirarono al poeta Giovanni Pascoli la poesia „L’ora di Barga“.

L’arringo è il vasto prato fra il duomo e il palazzo pretorio, dove il popolo si riuniva a parlamento. Da ogni lato del piazzale, si può osservare il magnifico panorama che circonda Barga, costituito dai monti delle Pizzorne, dalle Alpi Apuane e dagli Appennini. La loggia del podestà è un edificio civile del XIV secolo residenza dei commissari e podestà inviati a Barga dalla Signoria di Firenze. Nell’interno si trovano la sala delle udienze e al di sotto le vecchie prigioni; sul muro esterno sono visibili le unità di misura di quei tempi: lo staio, il mezzo staio reusable juice bottles, il braccio barghigiano. È sede del museo civico e vi sono conservati reperti di notevole importanza che permettono di ricostruire la storia del territorio barghigiano.

Casa Pascoli, sita sul Colle di Caprona nella frazione di Castelvecchio Pascoli, fu costruita intorno alla metà del Settecento dalla famiglia Cardosi Carrara come villa di campagna. Fu abitazione di Giovanni Pascoli dal 1895 al 1912. L’edificio conserva la struttura, gli arredi, la disposizione degli spazi che aveva al momento della morte del poeta; vi sono conservati i suoi libri e i suoi manoscritti. Annessa alla villa sorge la cappella dove Pascoli è sepolto. Ci sono conservate anche alcune foto del soggiorno del poeta a Messina del periodo immediatamente precedente il terremoto del 1908.

Il 23 aprile 1688 si costituì a Barga un’accademia che prese il nome di Accademia dei Differenti. Per poter svolgere l’attività recitativa, alcuni accademici decisero di edificare un teatro, che successivamente venne ampliato e ristrutturato: l’inaugurazione avvenne il 25 luglio 1795. Nel corso degli anni vi furono rappresentate varie opere e operette, ed è qui che, nel pomeriggio del 26 novembre 1911, Giovanni Pascoli pronunciò l’orazione „La grande proletaria s’è mossa“, a sostegno della guerra di Libia.

Le porte di entrata al Castello erano tre: Porta Manciana (o mancianella), Porta di Borgo e Porta Macchiaia. Porta Mancianella venne successivamente denominata Porta Reale, in omaggio al Granduca di Toscana Leopoldo di Lorena che nel 1787 fece visita a Barga. Porta di Borgo, che delimitava l’accesso a via di Borgo, fu demolita nel 1833. La terza porta denominata Macchiaia o Latria è posta a nord-est della città storica, verso le macchie appenniniche.

II piazzale portava il nome di re Vittorio Emanuele II. Dal secondo dopoguerra, è stato ripristinato il nome antico „del Fosso“ in ricordo del fossato che scorreva lungo le mura esterne, ricoperto nel 1834. Sull’antico bastione si trova un monumento in bronzo dedicato ad Antonio Mordini, opera dello scultore Raffaello Romanelli, inaugurato il 28 agosto 1905.

Abitanti censiti

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 864 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sulla popolazione totale residente erano:

Romania 218 2,11%

Albania 190 1,84%

Marocco 166 1,61%

Regno Unito 119 1,15%

Il dialetto barghigiano, in virtù delle vicende storiche della città, presenta differenze peculiari rispetto al resto dei dialetti della Valle del Serchio. Il barghigiano fa, infatti, parte del gruppo fiorentino pur avendo inevitabilmente subìto influssi dal dialetto lucchese e dalle parlate basso garfagnine-versiliesi. Numerose sono, quindi, le espressioni di chiara derivazione fiorentina: ad esempio l’ingresso di un palazzo, noto come „loggia“ in lucchesia, a Barga è definito „àndito“, in fiorentino. Diversi segni portano, inoltre, a pensare che le varianti montane del barghigiano (parlate a Renaio, Sommocolonia, Tiglio e nella montagna del comune di Coreglia Antelminelli) fossero, in origine, parlate di tipo basso garfagnino-alto versiliese poi, in parte, toscanizzatesi.

Barga è la terra di adozione di Giovanni Pascoli. Nel centro storico si trova il Teatro dei Differenti da cui il poeta pronunciò il noto discorso „La Grande Proletaria s’è mossa“ (1911) e sul Colle di Caprona, nella frazione di Castelvecchio Pascoli, è visitabile la Casa museo Pascoli.

La cucina barghigiana è principalmente basata sulla cucina fiorentina, con adattamenti che si sono resi inevitabili sulla base delle caratteristiche e dei prodotti tipici del territorio. Tra le specialità di origine fiorentina che è possibile trovare con facilità a Barga (a differenza del resto della Provincia di Lucca) vi sono: pane sciocco (senza sale o toscano), crostini di fegatini, ribollita, baccalà alla fiorentina, peposo alla fornacina, fagioli all’uccelletto, farinata, castagnaccio (torta di necci nel resto della lucchesia), cenci, frittelle di necci, schiacciata toscana (focaccia nel resto della lucchesia), zuccotto. Numerose sono state, nel corso dei secoli, le influenze della cucina lucchese, garfagnina e pisana, riscontrabili nei seguenti piatti: crostini con salse vegetali, zuppa frantoiana, zuppa di farro, pappardelle al cinghiale, trota di fiume alla griglia, manafatoli, salumi suini di origine locale, formaggi pecorini e caprini di origine locale, fritto misto di verdure di bosco, buccellato con uvetta.

Barga ospitò nel 1974 una puntata di Giochi senza frontiere.

A Barga si svolge durante la seconda metà di luglio Live in Barga (meglio conosciuta come Festa del Centro Storico aka Festa delle Piazzette), vero e proprio festival della musica dal vivo (nell’ultima edizione 2013 si sono tenuti più di 50 concerti in 11 serate). Organizzato dalla locale Associazione Pro Loco in collaborazione con l’amministrazione comunale e con la direzione artistica del Barga Jazz Club.

Nella seconda metà di agosto si tiene il famoso concorso internazionale Barga Jazz Festival che richiama ogni anno appassionati di musica jazz da tutta Italia ed oltre.

Le contrade della città sono: Ponte di Catagnana, Arsenale, Catagnana, Filecchio, San Quirico.

Il territorio comunale di Barga è composto, oltre che dal capoluogo, da altri undici centri abitati con status di frazione.

La frazione principale del comune è Fornaci di Barga, che sorge a 165 m s.l.m. sulla riva sinistra del fiume Serchio e costituisce il centro nevralgico e commerciale del territorio comunale e dell’intera Media Valle del Serchio grazie alla presenza di numerose attività commerciali e industriali.

Le altre frazioni del comune di Barga vengono convenzionalmente suddivise in urbane e montane: Albiano, Castelvecchio Pascoli, Loppia, Mologno, Ponte all’Ania e San Pietro in Campo sono considerate frazioni urbane, mentre Renaio, Sommocolonia e Tiglio sono frazioni montane.

Loppia, situata tra Barga e Fornaci di Barga, è sede di una pieve romanica; in località Filecchio nel mese di settembre si svolge invece la sagra della Polenta e degli Uccelli. Castelvecchio Pascoli è nota per il fatto che vi si stabilì, nel 1895, il poeta Giovanni Pascoli: la casa, rimasta così com’era alla sua morte per volontà della sorella Maria, è ancora pervasa dall’atmosfera creata dal poeta. Mologno sorge lungo la Strada regionale 445, attorno alla stazione ferroviaria di Barga-Gallicano. La frazione, mero agglomerato di caseggiati fino a pochi anni or sono (onde la popolare denominazione di Barga Stazione), ha conosciuto un importante sviluppo edilizio a partire dagli anni novanta. Nell’ex magazzino merci ferroviario è stata realizzata una chiesa, dedicata ai SS. Angeli Custodi, e nel paese sono state impiantate alcune attività commerciali. San Pietro in Campo sorge a circa 1,5 km a sud di Barga lungo l’omonima via che prende origine da Largo Roma e prosegue con il Viale dei Barghigiani nel Mondo, dedicato al fenomeno dell’emigrazione che caratterizzò Barga e il suo versante appenninico nel Novecento. San Pietro in Campo ha acquisito, nel corso degli anni ottanta, una vocazione agro-artigianale. Da segnalare è la chiesa di San Pietro Apostolo, sita nell’omonima via, restaurata nei primi anni 2000. Tipica è, ogni fine agosto, la Sagra del maiale nella quale si possono assaggiare le prelibatezze della cucina barghigiana che mantiene i caratteri tipici della cucina fiorentina. Il „comitato paesano“ (patrocinato dall’amministrazione comunale) organizza periodicamente tornei e feste nel paese. Da ricordare una lirica di Giovanni Pascoli, barghigiano d’adozione: „Il soldato di San Pietro in Campo“.

La montagna barghigiana è costituita dalle frazioni di Renaio, Sommocolonia e Tiglio. In tale contesto è particolarmente apprezzato il piccolo borgo di Sommocolonia, dominato da una Rocca da cui è visibile un ampio panorama sulla Media Valle del Serchio.

Il comune è servito dalla ex strada statale 445, oggi strada regionale 445.

La stazione ferroviaria principale del comune sorge, lungo la Ferrovia Lucca-Aulla, nella frazione di Fornaci di Barga in piazza Aldo Moro. Da tale stazione ferroviaria partì il poeta Giovanni Pascoli, gravemente malato, per Bologna e sempre in questo scalo ne ritornò la salma, il 10 aprile 1912, con treno speciale, per trovare sepoltura nella sua casa di Castelvecchio Pascoli.

Altre stazioni site lungo la medesima linea sono Barga-Gallicano (nella frazione Mologno) e Castelvecchio Pascoli.

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Hanno sede nel comune le società di calcio: A.S.D. Barga 1924, U.S.D. Fornaci, A.S.D. Sacro Cuore, Filecchio Fratres, che hanno disputato campionati dilettantistici regionali.

Si è conclusa a Barga l’11ª tappa del Giro d’Italia 1995, vinta da Enrico Zaina.

Altri progetti

wie ein fußball anfühlt, wenn richtig aufgeblasen

um zu spielen, das spiel gut, der ball muss richtig aufgepumpt werden.wenn sie richtig aufgeblasen, der fußball wird reisen weiter und schneller in gerader muster als ein ball ist nicht völlig überhöhten oder übermäßig aufgebläht.sie können die anzeige über die pumpe zu messen, eine exakte pfund pro quadratzentimeter lesen, aber sie müssen auch lernen

billig Bayern Munich SCHWEINSTEIGER Kids Zu Hause T-shirt Rote

Bayern Munich SCHWEINSTEIGER Atmungsaktiv 15-16 Zu Hause Fussball Shirt Rote

BUY NOW

€190.99
€26.99

, das richtige gefühl einer völlig überhöhten ball.
wenn die überbewertung der ball, können sie entweder mit einer handpumpe oder eine luftpumpe, ausgestattet mit einer spurweite gibt lesungen in pfund pro quadratzentimeter, auch genannt psi.die in der nfl wird aufgeblasen und 13 psi, aber eine ordentliche reichweite kann fallen zwischen 12,5 und 13,5 psi, laut wilson sporting goods.fußball sollte nicht squeezable, sollte es hart und streng, aber nicht schwer.wenn sie mit einem älteren fußball, erinnerst du dich an das leder hart im laufe der zeit, so kann es sich schwerer als eine neuere fußball.wenn der ball sieht wacklig auf der flucht, kann dies ein zeichen des deflationierten ball, so prüfen die psi.

Bolivia–Spain relations

Bolivia–Spain refers to the current and historical relations between Bolivia and Spain. Both nations are members of the Association of Spanish Language Academies and the Organization of Ibero-American States.

Bolivia and Spain share a long history since the arrival of the first Spanish conquistadores led by Francisco Pizarro in 1532. By 1534, Pizarro managed to overcome the Incan Empire (which was in present day Bolivia, Peru, Chile and Ecuador) and claimed the territory for Spain. In 1542, the Viceroyalty of Peru was created and the territory of Bolivia (known at the time as Upper Peru) was governed from its capital in Lima but administered locally by the Real Audiencia of Charcas in present day Sucre.

In 1545, Spain founded the city of Potosí, next to Cerro Rico which provided vast quantities of silver for the Spanish Empire and was worked by the local Indigenous people. In 1776, Upper Peru was governed by the newly created Viceroyalty of the Río de la Plata with its capital in Buenos Aires. In the early 1780s, local indigenous people from the highlands took part in widespread uprisings, most notably the revolt of Rebellion of Túpac Amaru II. The rebels hoped to restore the Inca Empire, however, the revolts were defeated by Spanish forces.

By 1809, the idea of independence spread through Upper Peru as in several other nations throughout Spanish America. In May 1810, a revolution occurred in Buenos Aires which controlled the territory of Upper Peru and led to the Argentine War of Independence led by General José de San Martín. This led to the creation of a guerrilla warfare in 1811 in Upper Peru known as the War of the Republiquetas. The guerrilla fighters were eventually defeated by royalist forces.

In 1822, troops belonging to Simón Bolívar, José de San Martín and Antonio José de Sucre entered Peru and defeated the Spanish forces in the country. Soon afterwards, troops led by Antonio José de Sucre entered Upper Peru and fought against royalist forces. By 1825, Upper Peru was free from Spanish authority. Originally, Bolívar wanted Upper Peru to join either Peru or Argentina, however, the people of Upper Peru convinced Bolívar and Sucre to give autonomy to the territory and on 6 August, 1825, an Upper Peruvian congress declared the country independent and renamed the territory „Bolivia“ in honor of Simón Bolívar and named its capital „Sucre“ in honor of Antonio José de Sucre.

In July 1847, Bolivia and Spain signed a Treaty of Peace and Friendship thus establishing diplomatic relations between both nations mens sports jerseys. In 1866 Orange Runner Waist Pack, Bolivia declared war against Spain during the Chincha Islands War which also involved Peru, Chile and Ecuador.

During the Spanish Civil War, Bolivian diplomatic missions in Spain offered asylum to over 300 Spanish citizens and issued visas and safe conduct documents to Spanish nationals to flee to France or to Bolivia. Bolivia maintained diplomatic relations with Spain throughout General Francisco Franco’s administration soccer golie gloves. In the early 1950s, Antonio García Barón, a member of the Durruti Column and survivor of Mauthausen-Gusen concentration camp arrived to Bolivia where he moved to the Bolivian jungle and set up an anarchist community.

In May 1987, Spanish King Juan Carlos I paid his first official visit to Bolivia, his first of three visits to the country. In 2006, Evo Morales became President of Bolivia. Relations between both nations have been minimal during the President Morales administration. In May 2012, President Morales nationalized Spanish company Red Eléctrica de España, an electrical grid company operating in Bolivia and in December 2012, President Morales also nationalized Spanish electrical company Iberdrola. In February 2013, President Morales nationalized the Spanish infrastructure company, Abertis which led to heightened diplomatic tension between Bolivia and Spain.

In July 2013, on his way back to Bolivia from a visit in Russia, President Morales‘ plane was forced to land in Austria after WikiLeaks founder Julian Assange leaked false information that whistleblower Edward Snowden was onboard President Morales airplane to Bolivia. Spain, France and Italy had denied for President Morales to fly in their airspace which was why the President’s airplane was forced to land in Austria shaver ratings. After a thorough search of the plane, it was concluded that Edward Snowden was not onboard.

Over the years, both nations have signed numerous agreements such as an Agreement on the Recognition of Academic Degrees (1903); Agreement on Dual-Citizenship (1961); Cultural Agreement (1966); Technical Cooperation (1971); Extradition Treaty (1990); Agreement on the Avoidance of Double-Taxation (1997); Agreement on Adoptions (2001); Agreement on the Promotion and Protection of Investments (2001) and an Air Transportation Agreement (2010).

There are direct flights between Bolivia and Spain through the following airlines: Air Europa and Boliviana de Aviación.

In 2011, approximately 250,000 Bolivian citizens resided in Spain. Most Bolivians left their country of origin to Spain to escape poverty and political instability. In 2011, Bolivian nationals in Spain sent over $1 billion USD in remittances to Bolivia. In 2014, there were approximately 10,000 Spanish citizens residing in Bolivia.

In 2015, trade between Bolivia and Spain totaled €215 million Euros. That same year, Spain had €307 million Euros worth of investments in Bolivia. Spain is the largest foreign direct investor in Bolivia. Spanish multinational companies such as Mapfre and Repsol operate in Bolivia.

Pesa

La Pesa è un fiume toscano lungo 53 km, che attraversa le province di Firenze e Siena.

L’altitudine media del bacino è 286 m s.l.m. Il fiume ha regime torrentizio e rimane privo d’acqua nel suo tratto finale durante il periodo estivo.

Nasce dalla confluenza di più rami nell’area situata tra la Badiaccia a Montemuro (675 m s.l.m.) e Badia a Coltibuono (628 m s.l drinking glass bottle.m.) a cavallo delle provincie di Siena e di Firenze. Dopo essere disceso in direzione sud-ovest fino al cosiddetto Palazzo di Radda, il fiume svolta a nord-ovest e mantiene questa direzione toccando Sambuca nel comune di Tavarnelle Val di Pesa, quindi Bargino e Cerbaia nel comune di San Casciano in Val di Pesa, San Vincenzo a Torri nel comune di Scandicci, Ginestra Fiorentina nel comune di Lastra a Signa e infine traversa l’abitato di Montelupo Fiorentino dove si getta nell’Arno.

Emanuele Repetti cita nel suo Dizionario gli storici ponti in pietra che erano situati lungo il suo corso a partire da quello ubicato nei pressi del Fosso delle Stinche proseguendo con quelli sulla via Chiantigiana all’altezza del Poggio di Monte Bernardi, con quello di Romagliano situato a Sambuca Val di Pesa sulla via Senese-Romana, il grandioso Ponte Nuovo anch’esso sulla Senese-Romana ai piedi di Tavarnelle Val di Pesa waist bags for runners, quello di San Casciano ubicato sulla strada per San Pancrazio e infine quello di Cerbaia.

Il suo bacino ricade nei comuni di:

Elanodactylus

Elanodactylus Andres & Ji, 2008

Elanodactylus (лат water proof phone.) — род птерозавров из семейства Ctenochasmatidae, найденный в нижнемеловых отложениях (барремский — нижний аптский ярусы, 129,4—122,46 млн лет назад) в формации ИсянElanus — один из видов коршуна, имея в виду длинные крылья, и греч. δάκτυλος — «палец», со ссылкой на палец крыла, типичный для птерозавров. Видовое наименование означает «вытянутый» на латыни и дано из-за удлинённых шейных позвонков.

Известный по частичному посткраниальному скелету, голотип NGMC 99-07-1 сохранил крылья, грудину, плечевой пояс, рёбра, шейные и грудные позвонки. Размах крыльев составлял около 2,5 метров. Шейные позвонки аналогичны имеющимся у аждархид (гигантских длинношеих птерозавров, наиболее распространённых в позднем мелу), но в остальном их скелеты отличались. Андрес и Джи выполнили филогенетический анализ и обнаружили принадлежность Elanodactylus к семейству Ctenochasmatidae. Они предположили, что у Azhdarchidae и Ctenochasmatidae шейные позвонки развивались конвергентно.

Menatalligator

Menatalligator is an extinct genus of alligatorid crocodilian. Fossils have been found that are Eocene in age from a locality in the commune of Menat in the Puy-de-Dôme department of France green football socks. The type and only species, named in 1937 small sports bottle, is M. bergouniouxi.

The strata from which remains of Menatalligator have been found are part of the Chaîne des Puys, a volcanically active chain of mountains in the Massif Central. The deposit is thought to have formed through the deposition of sediments in a body of water that filled a volcanic crater during the early Eocene (Ypresian) pro football socks. Fossil fish such as Amia valenciennense and Thaumaturus have been found from the same strata as Menatalligator, and most likely comprised a portion of its diet. The presence of the early primate-like plesiadapiform Plesiadapis insignis from these strata also make the area important to the study of early mammalian evolution after the Cretaceous–Paleogene boundary (K–T boundary).

Jonathan Walters

Jonathan Ronald Walters (ur. 20 września 1983) – irlandzki piłkarz.

Jako junior był zawodnikiem Blackburn, jednak nie przebił się do pierwszego składu na stałe. Następnie był zawodnikiem Boltonu, jednak w nie grał w podstawowym składzie i był wypożyczany do słabszych zespołów. W 2004 został zawodnikiem Hull City, grał także w Chester i Wrexham. W latach 2007-2010 był zawodnikiem Ipswich Town, a w 2010 został piłkarzem grającego w Premier League Stoke. W maju 2012 został powołany do 23 osobowej kadry na Mistrzostwa Europy w Piłce Nożnej 2012 przez selekcjonera Giovanniego Trapattoniego. W reprezentacji Irlandii zadebiutował w listopadzie 2010 w spotkaniu z Norwegią. Wcześniej grał w młodzieżówce i drużynie B tego kraju. Obywatelstwo Irlandii posiada, ponieważ Irlandką jest jego matka.

1 Heaton • 2 Lowton • 3 Taylor • 4 Cork • 5 Tarkowski • 6 Mee • 8 Marney • 9 Vokes • 10 Barnes • 11 Wood • 12&nbsp plastic reusable bottles;Brady • 13 Hendrick • 16 Defour • 17 Guðmundsson • 18 Westwood • 19 Walters • 20 Ulvestad • 21 Wells • 23 Ward • 26 Bardsley • 28 Long • 29 Pope • 30 Legzdins • 37 Arfield • trener: Dyche

1 Given • 2 St Ledger&nbsp stainless steel hydration bottle;• 3 Ward • 4 O’Shea • 5 Dunne • 6 Whelan • 7 McGeady • 8 Andrews • 9 Doyle • 10 Keane (c) • 11 Duff • 12 Kelly • 13 Hunt • 14 Gibson • 15 O’Dea • 16 Westwood • 17 Long • 18 Green • 19 Walters • 20 Cox • 21 McShane • 22 McClean • 23 Forde • trener: Trapattoni

1 Westwood&nbsp best gym bottle;• 2 Coleman • 3 Clark • 4 O’Shea • 5 Keogh • 6 Whelan • 7 McGeady • 8 McCarthy • 9 Long • 10 Keane (c) • 11 McClean • 12 Duffy • 13 Hendrick • 14 Walters • 15 Christie • 16 Given • 17 Ward • 18 Meyler • 19 Brady • 20 Hoolahan • 21 Murphy • 22 Quinn • 23 Randolph • trener: O’Neill

Économie créative

L’économie créative, telle que définie par l’Europe, est un « ensemble d’activités exploitant l’inventivité esthétique et artistique de groupes de travailleurs créatifs ».

Elle est très dépendante du territoire dans laquelle elle s’exerce et varie donc d’un lieu à l’autre. De plus, si celle-ci apparaît comme une solution d’avenir pour l’Europe et l’Unesco par exemple, elle connait aussi ses détracteurs qui soulignent les risques et dangers qui l’accompagnent. La marchandisation de l’art et de la culture est un des risques soulignés.

Mais l’économie créative, décrite parfois comme le quatrième secteur de l’économie traditionnelle est aussi porteuse de valeurs plus difficilement mesurable.

La CNUCED définit en 2008 l’économie créative à travers les industries créatives qui y sont liées :

« Ces industries créatives représentent un vaste domaine hétérogène qui associe diverses activités créatives (arts et métiers traditionnels, édition, musique, arts visuels et arts de la scène) à des groupes d’activité à plus forte intensité de technologies et de services (cinéma, télévision, radio, nouveaux médias et création glass bottles. »

Cette première définition permet une approche de ce qu’est aujourd’hui l’économie créative, mais on peut aussi souligner qu’elle est aussi basée sur la notion de société du savoir qui mettrait en avant le capital culturel (Bourdieu) et le besoin de connaissances, de culture et de savoirs pour trouver une place en son sein. Les nouvelles technologies permettent un partage et un accès nouveau à ces derniers et de nouvelles perspectives à nos sociétés et à leurs individus autour de ces questions.

L’UNESCO a mis en place depuis 2004 un réseau des villes créatives « Plateforme mondiale pour l’initiative locale » à travers le monde. Celles-ci sont spécialisées dans un domaine de l’économie créative. Elles sont aujourd’hui une trentaine. On peut citer : Édimbourg – littérature, Séville – musique, Assouan – Artisanat et art populaire, Berlin et Saint-Étienne – Design, Lyon – Art numérique… auxquels peut s’ajouter Londres et Bordeaux qui n’appartiennent pas à ce réseau mais qui en ont les caractéristiques. Ce réseau a été mis en place avec un objectif clair :

« Encourager l’exploitation du potentiel créatif, social et économique que détiennent particulièrement les collectivités et de promouvoir, de la sorte, sur le terrain, les objectifs de diversité culturelle de l’UNESCO. »

Le Traité de Lisbonne (2007) édite à travers la Commission européenne le Livre vert : libérer le potentiel des industries culturelles et créatives where to buy glass bottled water. Ce document fait un état des lieux du potentiel que peut avoir l’économie créative en matière d’innovation et de développement économique. Il est rappelé que l’économie créative représente 2,6 % du PIB de l’Europe. Mais selon cette Commission l’intérêt n’est pas qu’économique  :

« Les solutions pleines d’inventivité appliquées dans un grand nombre de secteurs proviennent de la réflexion créative de ces industries, depuis la revitalisation ou la promotion de l’image de marque de certains pays, régions ou villes jusqu’au développement des compétences en matière de technologies de l’information et de la communication (TIC) (compétences numériques) utiles pour la formation et l’éducation tout au long de la vie, de la stimulation de la recherche à la transmission des valeurs d’une manière accessible, de l’innovation en matière de produits et de services à la promotion d’environnements économiques durables à faible émission de carbone, du dialogue intergénérationnel au dialogue interculturel et à la création de communautés.

Si elles s’associent au monde de l’éducation par des partenariats, les ICC (Industries Culturelles et Créatives) peuvent aussi jouer un rôle majeur en aidant les citoyens européens à acquérir les compétences créatives, entrepreneuriales et interculturelles dont ils ont besoin. En ce sens, les ICC peuvent soutenir les pôles d’excellence européens et nous aider à devenir une société fondée sur la connaissance. »

Pour résumer donc, ce Livre vert met en avant les avantages de l’économie créative : un intérêt économique d’une part mais aussi une manière de développer des compétences et des projets. Elle serait alors utile et intègrerait l’Éducation et la formation tout au long de la vie, qui sont des objectifs intégrés au Traité de Lisbonne, et elle favoriserait aussi la recherche. À travers son rapprochement avec l’art elle serait un atout pour améliorer le lien social. Elle permettrait aussi la naissance de projets d’entrepreneurs créatifs.

L’Institut des deux rives de Bordeaux a beaucoup travaillé sur les questions d’économie créative et permet d’en donner une définition et de déterminer ses enjeux glass water bottle whole foods.

« Les économies créatives englobent le cycle de création, de production et de distribution de biens et de services dans lequel le facteur de base est l’utilisation du capital intellectuel. »

Et elles ont comme principe un assemblage entre différentes secteurs d’activité qui traditionnellement ne travaillaient pas ensemble. L’Institut des Deux Rives, un « think tank » créé à Bordeaux par Georges Viala, cite 14 secteurs relevant de cette économie :

Et, selon la définition de l’UNESCO on peut ajouter les secteurs de l’éducation et de la recherche – les laboratoires de recherche et les Universités (au sens large : IUT, Grandes écoles…) :

Cette économie, quand elle est très ancrée sur les territoires n’est pas facilement délocalisable, car souvent liée aux cultures locales ou dépendante de ses acteurs locaux.
Quand elle est plus virtuelle et ancrée dans l’économie numérique et dans l’économie contributive, elle peut s’inscrire dans de vastes réseaux collaboratifs indépendants du brevetage et de l’obsolescence programmée, également propices aux appropriations et développements territoriaux de nouveaux biens communs, démarche par exemple encouragée par Ars Industrialis et Bernard Stiegler, favorisant l’émergence d’externalités positives et dont la meilleure illustration est le développement de l’open source et la „transformation comportementale“

Mais au-delà de son ancrage dans le système économique que l’on connait, l’économie créative met en avant d’autres atouts. qui sont en liens avec « la participation à des activités culturelles et artistiques » de Janet Ruiz du Scottish Executive Éducation Department. Certains acteurs notamment le secteur culturel (théâtre, centre chorégraphique,…) de cette économie mettent en avant le risque de marchandisation de ces domaines aussi, mais on ne peut nier leurs effets positifs : confiance en soi, sentiment de fierté et de bien-être, elle favorise aussi le sentiment d’appartenance à un groupe à travers la création et la pérennisation de réseaux sociaux territorialisés (pas seulement sur la toile). Ainsi elle promeut la cohésion et le lien social, l’expression des individus et de la rencontre avec l’autre.

L’Institut des Deux Rives définit l’économie créative à travers différents termes :

Transversal : entre des secteurs qui historiquement ne sont pas habitués à travailler ensemble et qui tendent dans ce cadre à trouver une démarche commune.

Collaboratif : entre secteurs, métiers, associations et entreprises… Le principe : tout le monde a des idées et des projets, ces derniers ayant plus de potentiel de se concrétiser et de réussir à plusieurs.

Ancrage territorial : cette économie est très liée aux individus ainsi qu’aux territoires (Voir sur le concept d’ancrage chapitre 2 de https://tel.archives-ouvertes.fr/tel-01232234/document)

Facteur de cohésion sociale : car elle permet le sentiment d’appartenir à une communauté et à un territoire à travers la mise en place de réseau sociaux.

Propriété intellectuelle : elle est aujourd’hui basée sur le principe de la propriété intellectuelle et le fait qu’être le créateur d’une idée permet d’être rémunéré.

Liberté et confiance qui permettent la créativité et l’innovation.

L’objectif est donc d’attirer, de former et de retenir les acteurs de l’économie créative sur un territoire.

Les exemples suivants sont tirés des entretiens menés et répertoriés dans Une introduction à l’économie créative de l’Institut des deux rives à Bordeaux.

Les colonnes de Buren, œuvres d’art qui ont permis non seulement à l’artiste de vivre de son art mais surtout les deux plateaux ont permis de redonner vie à cet espace public.

Les Terres Neuves à Bègles est une ancienne friche industrielle qui a été racheté par la ville et qui est devenue un pôle tertiaire de l’audiovisuel, architecture, communication, spectacle vivant et arts plastiques.

Le Projet Darwin à Bordeaux : anciennes casernes réinvesties pour regrouper des entreprises soucieuses d’un éco-développement et proches des artistes locaux. Il permet de mettre en place une dynamique pérenne et repérable au niveau local.

Pierre Hermé, pâtisser, parle du processus de création dont la technique n’est pas une limite, elle suit. Cela permet d’illustrer qu’art et création sont en liens avec la technique dure et que l’une entraine l’autre et vice versa : en faveur d’innovations dans les deux domaines.

On peut aussi citer L’Usine à Belfort qui à travers différents espaces (coworking/collaboratoire, art et culture…) permet à cette économie de se développer.

Théorème de Borel-Cantelli

Le théorème de Borel-Cantelli ou lemme de Borel-Cantelli, nommé d’après les mathématiciens Émile Borel et Francesco Paolo Cantelli, est un résultat de théorie de la mesure très utilisé en théorie des probabilités.

En théorie des probabilités, ce théorème concerne une suite d’événements et énonce que :

Lemme de Borel-Cantelli — Si la somme des probabilités d’une suite






 


(



A



n





)



n






0







{\displaystyle \scriptstyle \ (A_{n})_{n\geq 0}}


d’événements d’un espace probabilisé






 



(


Ω



,




A




,



P



)



 





{\displaystyle \scriptstyle \ \left(\Omega ,{\mathcal {A}},\mathbb {P} \right)\ }


est finie, alors la probabilité qu’une infinité d’entre eux se réalisent simultanément est nulle.

L’indépendance des événements n’est pas nécessaire. Par exemple, considérons une suite






 


(



X



n





)



n






1







{\displaystyle \scriptstyle \ (X_{n})_{n\geq 1}}


de variables aléatoires, telle que, pour tout





 


n






1





{\displaystyle \scriptstyle \ n\geq 1}


,

La somme des






 



P



(



X



n




=


0


)





{\displaystyle \scriptstyle \ \mathbb {P} (X_{n}=0)}







 



X



n




=


0





{\displaystyle \scriptstyle \ X_{n}=0}


se produise pour une infinité d’indices






 


n





{\displaystyle \scriptstyle \ n}


est 0. En d’autres termes, avec une probabilité de 1,






 



X



n







{\displaystyle \scriptstyle \ X_{n}}


est non nul à partir d’un certain rang (aléatoire)






 



n



0




.





{\displaystyle \scriptstyle \ n_{0}.}


On a donc appliqué le lemme de Borel-Cantelli à la suite d’événements






 


(



A



n





)



n






0







{\displaystyle \scriptstyle \ (A_{n})_{n\geq 0}}


définie par

Définition — La limite supérieure d’une suite (An)n≥0 de parties d’un ensemble






Ω






{\displaystyle \scriptstyle \Omega }


est l’ensemble







lim sup



n






A



n







{\displaystyle \scriptstyle \limsup _{n}\,A_{n}}


des éléments






ω






{\displaystyle \scriptstyle \omega }


de






Ω






{\displaystyle \scriptstyle \Omega }


tels que l’assertion






{


ω








A



k




}





{\displaystyle \scriptstyle \{\omega \in A_{k}\}}


soit vérifiée pour une infinité d’indices






k






0





{\displaystyle \scriptstyle k\geq 0}


.

En d’autres termes, on peut dire que






 


ω








lim sup



n






A



n







{\displaystyle \scriptstyle \ \omega \in \limsup _{n}\,A_{n}}


si et seulement si l’ensemble






{


k






0


 


|


 


ω








A



k




}





{\displaystyle \scriptstyle \{k\geq 0\ \vert \ \omega \in A_{k}\}}


est infini, ou bien non borné. Une formulation équivalente est la suivante : pour tout






n






0





{\displaystyle \scriptstyle n\geq 0}


, on peut trouver






k






n





{\displaystyle \scriptstyle k\geq n}


tel que






ω








A



k







{\displaystyle \scriptstyle \omega \in A_{k}}


. Cette dernière formulation fournit une écriture commode de la limite supérieure d’ensembles à l’aide d’opérations élémentaires sur les ensembles :

Sous l’influence de la terminologie anglo-saxonne, on dira aussi parfois que






 


ω








lim sup



n






A



n







{\displaystyle \scriptstyle \ \omega \in \limsup _{n}\,A_{n}}


si et seulement si






 


{


ω








A



k




}


 





{\displaystyle \scriptstyle \ \{\omega \in A_{k}\}\ }


« infiniment souvent » ou bien « infinitely often », d’où la notation rencontrée dans certains ouvrages :

Finalement, remarquons que la définition « 






 


ω








lim sup



n






A



n







{\displaystyle \scriptstyle \ \omega \in \limsup _{n}\,A_{n}}


si et seulement si






 


ω



 





{\displaystyle \scriptstyle \ \omega \ }


appartient à une infinité de






 



A



k




 





{\displaystyle \scriptstyle \ A_{k}\ }


 » peut induire en erreur : si par exemple toutes les parties






 



A



k




 





{\displaystyle \scriptstyle \ A_{k}\ }


sont égales, il se peut que






 


ω



 





{\displaystyle \scriptstyle \ \omega \ }


appartienne à






 



A



k




 





{\displaystyle \scriptstyle \ A_{k}\ }


pour une infinité d’indices






 


k


 





{\displaystyle \scriptstyle \ k\ }


, et il se peut donc que






 


ω



 





{\displaystyle \scriptstyle \ \omega \ }


appartienne à






 



lim sup



n






A



n




,





{\displaystyle \scriptstyle \ \limsup _{n}\,A_{n},}


sans pour autant qu‘






 


ω



 





{\displaystyle \scriptstyle \ \omega \ }


appartienne à une infinité de






 



A



k




 





{\displaystyle \scriptstyle \ A_{k}\ }


(puisqu’il n’existe, au fond, qu’un seul







A



k







{\displaystyle \scriptstyle A_{k}}


).

Pour un espace mesuré général






 


(


X


,




A




,


μ



)





{\displaystyle \scriptstyle \ (X,{\mathcal {A}},\mu )}


, le lemme de Borel-Cantelli prend la forme suivante :

Théorème de Borel-Cantelli — Soit






 


(



A



n





)



n






0







{\displaystyle \scriptstyle \ (A_{n})_{n\geq 0}}


une suite dans






 




A







{\displaystyle \scriptstyle \ {\mathcal {A}}}


. Si

alors

Quitte à remplacer X par la réunion des An, on peut supposer sans perte de généralité que la mesure μ est finie. Posons

et remarquons que Bn est une suite décroissante (pour l’inclusion) d’éléments de






 




A




,





{\displaystyle \scriptstyle \ {\mathcal {A}},}


car






 



B



n




=



A



n









B



n


+


1







{\displaystyle \scriptstyle \ B_{n}=A_{n}\cup B_{n+1}}


donc (par finitude de μ)

De plus μ(Bn) est majorée par

qui est le reste d’une série convergente, donc

Comme

on conclut que

Un espace probabilisé






 



(


Ω



,




A




,



P



)






{\displaystyle \scriptstyle \ \left(\Omega ,{\mathcal {A}},\mathbb {P} \right)}


est un cas particulier d’espace mesuré, en ce qu’on suppose, de plus, que






 



P




(


Ω



)



=


1





{\displaystyle \scriptstyle \ \mathbb {P} \left(\Omega \right)=1}


μ n’est pas supposée finie a priori. En particulier, le lemme de Borel-Cantelli donné en introduction est une forme affaiblie du théorème de Borel-Cantelli donné à la section précédente. Peut-être le lemme de Borel-Cantelli est-il plus populaire en probabilités, où il est crucial dans la démonstration, par Kolmogorov, de la loi forte des grands nombres (s’il ne faut donner qu’un seul exemple). Dans le cadre probabiliste, une formulation plus formelle du lemme donné en langage intuitif dans l’introduction pourrait donc s’écrire :

Lemme de Borel-Cantelli — Dans un espace probabilisé






 



(


Ω



,




A




,



P



)



,





{\displaystyle \scriptstyle \ \left(\Omega ,{\mathcal {A}},\mathbb {P} \right),}







 


(



A



n





)



n






0







{\displaystyle \scriptstyle \ (A_{n})_{n\geq 0}}


d’éléments de






 




A







{\displaystyle \scriptstyle \ {\mathcal {A}}}


. Si

alors

Le lemme de Borel-Cantelli ne doit pas être confondu avec la loi du zéro-un de Borel, parfois appelée second lemme de Borel-Cantelli :

Loi du zéro-un de Borel — Si les événements






 



A



n







{\displaystyle \scriptstyle \ A_{n}}


sont indépendants, alors






 



P




(



lim sup



n





A



n




)






{\displaystyle \scriptstyle \ \mathbb {P} \left(\limsup _{n}A_{n}\right)}


vaut 0 ou 1 suivant que la série de terme général






 



P



(



A



n




)





{\displaystyle \scriptstyle \ \mathbb {P} (A_{n})}


est convergente ou divergente.

La loi du zéro-un de Borel montre en particulier que l’hypothèse






 








n






0




μ



(



A



n




)


<


+









{\displaystyle \scriptstyle \ \sum _{n\geq 0}\mu (A_{n})<+\infty }


du lemme de Borel-Cantelli ne peut en aucun cas être affaiblie en






 



lim



n




μ



(



A



n




)


=


0





{\displaystyle \scriptstyle \ \lim _{n}\mu (A_{n})=0}


. En effet, on peut avoir simultanément d’une part






 



lim



n





P



(



A



n




)


=


0





{\displaystyle \scriptstyle \ \lim _{n}\mathbb {P} (A_{n})=0}


et d’autre part (indépendance des






 



A



n







{\displaystyle \scriptstyle \ A_{n}}


et






 








n






0





P



(



A



n




)


=


+









{\displaystyle \scriptstyle \ \sum _{n\geq 0}\mathbb {P} (A_{n})=+\infty }


), donc on peut avoir simultanément :

Loi du zéro un de Kolmogorov

Antoni Muntadas

Antoni Muntadas (* 1942 in Barcelona) ist ein spanisch- US-amerikanischer Multimedia- und Installationskünstler.

Antoni Muntadas studierte von 1959 bis 1962 an der Universität Barcelona und von 1963 bis 1967 an der Escola Tècnica Superior d’Enginyeria Industrial de Barcelona, Barcelona. Er schloss sein Studium mit dem Master ab und lebt seit 1971 in New York. Antoni Muntadas hatte Gastprofessuren an der École nationale supérieure des beaux-arts de Paris, der University of California, San Diego Women Dresses Cocktail, dem San Francisco Art Institute, der Cooper Union cheap original jerseys, der Universidade de São Paulo und der Universidad de Buenos Aires thermos insulated hydration bottle.

Von 1990 bis 2014 war Muntadas Professor am Massachusetts Institute of Technology und dem Instituto Universitario de Arquitectura del Veneto in Venedig.

Die Serie On Translation ist eine 1995 begonnene Werkfolge, die geltenden Konventionen und kulturübergreifende Kommunikation zum Thema hat. Sie umfasst vielfältige Multimedia–Installationen, bestehend aus Video, Foto und Texten.

Des Weiteren war Muntadas beteiligt an Ausstellungen imː Museu d’Art Contemporani de Barcelona, Berkeley Art Museum and Pacific Film Archive, Berkeley, Musée d’art contemporain de Montréal, Montreal, Museo de Arte Moderno de Buenos Aires, Buenos Aires, Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro, Rio de Janeiro, Museu d’Art Contemporani de Barcelona latest football shirts, Barcelona, Le Creux de l’enfer, Thiers (Puy-de-Dôme), Neuer Berliner Kunstverein, Berlin